
Analizzare il trend delle entrate significa capire da dove arrivano i fondi per far funzionare il borgo. Se guardiamo i dati dal 2023 a oggi, balza all’occhio una riduzione del totale generale rispetto agli anni passati: non si tratta di un impoverimento, ma della conclusione di grandi cicli di finanziamento (come quelli legati al PNRR) che avevano gonfiato i bilanci degli anni precedenti.
1. La “Forza” delle Entrate Tributarie (Titolo 1)
È il pilastro dell’autonomia comunale: le tasse locali e i fondi perequativi.
- Previsione 2026-2028: Circa 353.000 € – 355.000 € annui.
- Trend: Sostanziale stabilità. Nonostante una leggera flessione percentuale del -2,9% rispetto agli stanziamenti del 2025, il dato rimane solido, garantendo la copertura dei servizi essenziali senza gravare ulteriormente sui cittadini.
2. Il Balzo delle Entrate Extratributarie (Titolo 3)
Un dato estremamente positivo riguarda le entrate che non derivano dalle tasse, ma dai servizi offerti (rette, proventi da beni dell’ente, sanzioni, ecc.).
- Crescita: +20,4% rispetto al 2025.
- Valore: Si passa dai 120.220 € del 2025 ai 144.787 € del 2026. Questo incremento indica una maggiore efficienza gestionale del patrimonio comunale e dei servizi a domanda, che generano risorse proprie per l’ente.
3. Trasferimenti e Conto Capitale: La Fine della Fase Straordinaria
I dati mostrano scostamenti apparentemente “forti” nei Titoli 2 e 4. Ecco perché:
- Trasferimenti Correnti (Titolo 2): Registrano un -41%. Questo riflette la riduzione dei ristori statali legati all’emergenza energetica e pandemica degli anni scorsi. Si torna a una “normalità” pre-crisi.
- Entrate in Conto Capitale (Titolo 4): Qui lo scostamento è del -95% nel 2026 rispetto al 2025. Il motivo? Nel 2025 sono stati contabilizzati i massimi finanziamenti per opere pubbliche già avviate. Nel triennio 2027-2028, le entrate per investimenti torneranno a salire progressivamente (fino a 368.000 €), indicando la ricerca di nuovi bandi e contributi.
4. Un Bilancio a “Debito Zero”
Un dettaglio fondamentale emerge dalle voci Titolo 5 (Riduzione attività finanziarie) e Titolo 6 (Accensione prestiti):
Il valore è 0,00 €. Il Comune di Dazio non prevede di accendere nuovi mutui o prestiti nel triennio.
Tutta la programmazione si basa su risorse proprie, avanzi o contributi, confermando la politica di sostenibilità finanziaria che evita di lasciare debiti alle generazioni future.
5. Partite di Giro e Trasparenza
Il Titolo 9 (Entrate per conto di terzi) mantiene un volume rilevante (831.500 €). Queste sono somme “tecniche” (ritenute, rimborsi, passaggi di fondi obbligatori) che non influenzano la ricchezza del Comune ma testimoniano l’alto volume di transazioni regolarmente monitorate.
In sintesi: Dazio è un Comune che cammina con le proprie gambe
La riduzione del totale generale delle entrate (da 4,8 milioni nel 2025 a 1,5 milioni nel 2026) non deve trarre in inganno: è il segno di un Comune che ha completato i grandi cantieri del passato e ora si concentra sulla gestione oculata delle risorse ordinarie. Con una crescita delle entrate extratributarie e l’assenza di nuovi debiti, la salute finanziaria di Dazio è in una botte di ferro.